Alphabet, la società a capo di Google, acquisterà Fitbit, noto produttore statunitense di dispositivi indossabili, per un valore corrispondente a circa 2,1 miliardi di dollari. L’operazione dovrebbe chiudersi nel 2020. “Google è il partner ideale per portare avanti la nostra missione. Con le risorse e la piattaforma globale di Google, Fitbit sarà in grado di accelerare l’innovazione nella categoria dei dispositivi indossabili”, ha dichiarato James Park, co-fondatore e Ceo di Fitbit, azienda con sede a San Francisco. Google ha invece dichiarato di non vedere l’ora “di unire il meglio dell’hardware, del software e dell’intelligenza artificiale per creare dispositivi indossabili per aiutare ancora più persone in tutto il mondo”. I braccialetti Fitbit sono onnipresenti negli Stati Uniti, dove milioni di persone li usano continuamente per misurare il numero di passi compiuti ogni giorno.
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L’acquisizione di Fitbit da parte di Google contribuirà alla concentrazione di informazioni personali degli utenti nelle mani di pochi colossi del web; con conseguenze negative anche per le istituzioni democratiche. Lo dice il Garante della privacy Antonello Soro.: “L’acquisizione di una società leader nel campo delle tecnologie indossabili da parte di Google va nella direzione della sempre più spinta concentrazione nell’economia digitale”; commenta Soro, “Una direzione opposta a quella tra l’altro indicata anche dalla risoluzione del Parlamento europeo del 2017 contraria a questi processi. Il controllo di un così grande patrimonio informativo produce un potere abnorme nella disponibilità di pochi soggetti privati che incide negativamente sulla tenuta delle democrazie nel pianeta”.
Fitbit è nata nel 2007 dall’idea di Eric Friedman e soprattutto di James Park, già entrato nel 2015 nella classifica Forbes degli imprenditori più ricchi d’America al di sotto dei 40 anni. A metà degli anni 2000 James Park; affascinato dal modo in cui la giapponese Nintendo aveva combinato sensori e software nella sua Wii, volle creare un dispositivo per il benessere fisico a metà strada tra i contapassi economici e gli orologi sportivi più costosi. Park e Friedman raccolsero inizialmente 400mila dollari da parenti e amici per l’avvio delle operazioni, riscontrando tuttavia alcuni problemi.
Nessuno dei due infatti aveva molta esperienza con l’hardware e con la produzione. Non era la prima difficoltà che Park si trovava a sperimentare nella sua vita: ha lasciato gli studi ad Harvard prima della laurea; iniziando a lavorare per un anno in Morgan Stanley per poi co-fondare la società di software Epesi Technologies, dove Friedman aveva il ruolo di ingegnere capo. In seguito i due diedero vita al servizio di condivisione di foto digitali Windup Labs, venduto nel 2005 a CNET. Poi il lancio di Fitbit, portata alla quotazione in Borsa a Wal Street nel giugno del 2015. Fino all’incontro con Google, a caccia delle competenze necessarie a conquistare un mercato, quello dei wearable.