I 10 “cigni grigi” del 2020: la classifica degli eventi poco probabili ma dirompenti, che potrebbero rivoluzionare i mercati il prossimo anno

La classifica, stilata da businessinsider.com, di eventi a bassa probabilità e che in pochi si aspettano, ma in grado di generare forti impatti. Non dovrebbero rientrare nei nostri scenari di base, pe...

02 gennaio 2020 16:59
I 10 “cigni grigi” del 2020: la classifica degli eventi poco probabili ma dirompenti, che potrebbero rivoluzionare i mercati il prossimo anno -
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La classifica, stilata da businessinsider.com, di eventi a bassa probabilità e che in pochi si aspettano, ma in grado di generare forti impatti. Non dovrebbero rientrare nei nostri scenari di base, però, ipotizzando queste situazioni di rischio, possiamo almeno farci trovare preparati nel caso dovessero effettivamente accadere. Ecco dunque i “cigni grigi” da prendere in considerazione per il 2020:

Stati Uniti che
introdurranno controlli sui capitali

La prossima battaglia tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere combattuta sui
flussi di capitale. Gli Stati
Uniti però potrebbero tentare di porre fine al fenomeno delle imprese straniere
che hanno spesso cercato di acquisire società americane per avviare un processo
di sviluppo interno, come ha fatto per esempio negli ultimi anni la Cina, che è
stata un investitore molto attivo nella Silicon Valley. Sotto la
presidenza Trump, infatti, è diventato legge il FIRRMA (Foreign Investment Risk
Review Modernization Act) che dà la facoltà a una specifica commissione per gli
investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS) di interrompere determinate transazioni immobiliari e acquisizioni di quote
societarie di minoranza. In uno scenario estremo, questo potrebbe essere
solo l’inizio: gli Stati Uniti potrebbero addirittura eliminare le società
cinesi dagli scambi commerciali e finanziari americani.

I mercati
rimarranno bloccati per la mancanza di liquidità a seguito della chiusura delle
banche

Potrebbe capitare anche questo: una completa mancanza di liquidità. Può
sembrare assurdo o spaventoso, però potrebbe capitare che le banche blocchino le transazioni per un determinato
periodo di tempo con la conseguente congelazione dei mercati finanziari.
Per arrivare a questa drastico scenario è necessario che si verifichi una
concatenazione di eventi inevitabili. A dare il via a questo dramma potrebbero essere
molteplici fattori, come partecipanti passivi che diventano forzatamente
liquidatori a seguito di uno spostamento rapido del mercato, o qualsiasi evento
imprevedibile, come ad esempio una rapida risalita dell’inflazione negli Stati
Uniti e in Europa.

Aumento dell’inflazione
nell’Eurozona

La Germania potrebbe tornare alle urne nel 2020 a causa del Partito
socialdemocratico tedesco (SDP) che potrebbe porre fine alla sua coalizione con
l’Unione democratica cristiana (CDU).
A quel punto, come reazione di rifiuto, potrebbe vincere un governo di coalizione tra CDU e Verdi. Se però la
coalizione non fosse in grado di ribaltare il limite costituzionale della
Germania sui disavanzi di bilancio, il paese potrebbe contare sull’emissione di
debito non previsto nel pareggio di bilancio. Il saldo di bilancio della
Germania potrebbe passare, ad esempio, da un surplus dell’1% di Pil nel 2019 a
un deficit dell’1% nel 2020, con la previsione di maggiori disavanzi nel medio
termine.  Gli altri paesi, incoraggiati dall’esempio tedesco,
adotterebbero una politica fiscale
espansiva. Con meno austerità e
una crescita salariale più alta l’area euro si espanderebbe, la curva
del rendimento si impennerebbe e l’area euro “sovraperformerebbe” gli Stati
Uniti, facendo così tornare l’inflazione.

Il Giappone ed il
suo ruolo nei mercati valutari

Nel 2019 la crescita del Pil in
Giappone è stata di poco inferiore all’1% e nel 2020 si prevede che scenderà a
un magro 0,3%. Anche la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e il
conseguente declino globale della produzione hanno avuto un impatto evidente
sull’economia del Giappone. Il governo Giapponese ha annunciato un pacchetto di
incentivi fiscali per arrestare il declino, ma nel concreto è stato fatto ben
poco. Nel frattempo, la Banca del Giappone ha adottato misure estreme di
politica monetaria. Al Giappone non
rimane che un’opzione: l’intervento nel mercato valutario, già
intrapreso ogni decennio dall’inizio degli anni ’70, e adottata per l’ultima
volta nel 2011. Con questo strumento ben collaudato, il governo giapponese
potrebbe indebolire lo yen e
contribuire così ad aumentare le esportazioni giapponesi, che sono precipitate
negli ultimi tempi.

Apple acquisterà
Disney

Negli ultimi anni la Apple, società che si è a lungo affidata alle vendite degli iPhone in un mercato ormai saturo, è rimasta penalizzata dal rallentamento dell’economia cinese. Non sorprende dunque che, anche se finora Apple è stata riluttante a fare grandi acquisizioni, nel 2020 potrebbe cambiare strategia e puntare all’obiettivo Disney. L’acquisizione darebbe una vasta libreria di contenuti di alta qualità, tra cui prodotti di Marvel, Star Wars e Pixar, e darebbe ad Apple un altro punto di ingresso nel mercato consumer cinese. Dobbiamo anche ricordare che il fondatore della Apple Steve Jobs era l’azionista di maggioranza della Pixar, che è stata successivamente acquisita dalla Disney, e di conseguenza Jobs è diventato il principale azionista della Disney. E fino a poco tempo fa, il CEO della Disney, Bob Iger, era nel consiglio di amministrazione di Apple, dimettendosi proprio mentre Apple stava lanciando un prodotto di streaming TV.

La Fed toglierà la
mediazione alle banche attraverso la valuta digitale

La prossima crisi finanziaria potrebbe essere innescata da un istituto
finanziario attraverso un ETF o da un fornitore di fondi passivi. Questi
eventi costringerebbero la Fed ad aprire il suo bilancio a tutta l’economia, anche
al dettaglio, anche attraverso il ricorso alla valuta digitale della banca
centrale (CBDC), consentendo così la disintermediazione del settore bancario. La
linea di fondo è che il meccanismo di trasmissione del credito è ancora più
intasato ora di quanto non sia mai stato in passato. Ciò sta diventando
evidente con i tassi pronti contro termine che rimangono elevati nonostante la
liquidità abbondante della Fed: le banche non possono espandere il proprio
bilancio dopo essere state inserite nelle catene regolamentari da Basilea III.

Tesla partner di
Hyundai

Lo spostamento verso le auto elettriche sta ribaltando il
tradizionale ordine industriale. I produttori europei stanno adattando le loro
gamme di modelli, con le case automobilistiche giapponesi che sono già in uno
stadio di transizione avanzato. Tesla sta guidando il mercato americano in
questa direzione, mentre, al contrario, la coreana Hyundai è in forte ritardo. Le sue valutazioni sono tra le
più basse tra i principali produttori e gli investitori stanno mettendo in
discussione il futuro a lungo termine dell’azienda. Pertanto, potrebbe essere
necessario trovare velocemente un partner. Tesla, riflette specularmente i problemi di Hyundai: gli
investitori attribuiscono all’azienda un valore contabile quasi dieci volte
superiore, ma Tesla lotta con la
produzione e i flussi di cassa. Quindi, anche se finora non ci sono
state dichiarazioni di interesse, un matrimonio
tra Tesla con Hyundai sarebbe vantaggioso per entrambe.

I droni in Medio
Oriente attaccheranno le installazioni americane

La guerra senza pilota ha
probabilmente raggiunto un nuovo livello di minaccia con l’attacco di droni, a settembre, alle
strutture petrolifere saudite, infrangendo il mito dei sistemi di difesa
aerea inespugnabili. Eppure l’Arabia Saudita ha accesso alla più avanzata
tecnologia militare americana, nonché al supporto dell’intelligence e della
sorveglianza degli Stati Uniti. Ci vorrà del tempo per trovare dei sistemi
difensivi efficaci contro i droni, ma nel frattempo sono numerosi i probabili
bersagli vulnerabili. Ad esempio, l’Iran potrebbe colpire le navi di
rifornimento della Marina americana con equipaggio civile, incaricate di
portare rifornimenti alle portaerei dispiegate in Medio Oriente.

La realtà virtuale
ucciderà il settore automobilistico

La tecnologia ci sta portando sempre più a ridurre la nostra mobilità.
Quando gli strumenti digitali saranno sufficientemente sviluppati e ci
proietteranno in una realtà virtuale avanzata, utilizzata dalla massa, la necessità di viaggiare potrebbe
scomparire del tutto. Con il miglioramento della connettività della rete
anche i viaggi di lavoro possono
diminuire. La realtà virtuale porterà anche al declino della “mobilità
per l’intrattenimento”, riducendo la
necessità di andare a un concerto, al cinema, o persino in viaggio per il mondo
in vacanza.

L’Inghilterra
vincerà il Campionato europeo 2020

 L’Inghilterra ha raggiunto
le semifinali della Coppa del mondo di calcio nel 2018. Hanno raggiunto la
finale della Coppa del mondo di rugby nel 2019. E hanno vinto la Coppa del
mondo di cricket nel 2019. Secondo questo schema, è possibile che il Campionato
europeo di calcio 2020 sia vinto dall’Inghilterra. La squadra inglese ha
superato il proprio gruppo di qualificazione per entrare nel torneo e ha segnato
il maggior numero di goal per partita di qualsiasi gruppo (quasi cinque, in
media). I mercati di scommesse hanno l’Inghilterra tra i favoriti per la
vittoria, seguita da Belgio, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

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