TikTok USDS: nasce una nuova entità americana per le attività di TikTok negli Stati Uniti.
L’accordo, sostenuto dalla seconda amministrazione Trump e approvato dalla Cina, risponde alle pressioni sulla sicurezza dei dati e segna uno spartiacque nella storia dell’app. Ecco cosa cambia davvero.
TikTok ha ufficializzato la cessione delle attività statunitensi a un consorzio di aziende americane, dando vita alla nuova società denominata TikTok USDS (United States Data Security). Si tratta di una joint venture nella quale le quote sono equamente distribuite tra tre soggetti chiave: Silver Lake, Oracle e MGX, ognuna con il 15% del capitale.
La nuova configurazione rimuove la diretta influenza di ByteDance, la casa madre cinese dell’app, garantendo che la governance e la gestione dei dati negli Stati Uniti siano sottoposte al controllo di entità americane. Questo assetto societario è stato progettato per rispondere alle richieste di Washington sulla sicurezza nazionale, all’indomani di anni di scontri politici e legislativi sull’utilizzo della piattaforma da parte dei cittadini statunitensi.
Il nome scelto, “USDS”, non è casuale: richiama espressamente l’obiettivo primario del progetto, ovvero garantire la sicurezza dei dati degli utenti statunitensi attraverso una struttura locale e indipendente dalla proprietà cinese.
Il percorso che ha portato alla nascita di TikTok USDS è stato lungo, tortuoso e fortemente politicizzato. Il primo segnale d’allarme fu lanciato nel 2019, quando il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti vietò ai propri dipendenti l’uso dell’applicazione su dispositivi governativi. Le accuse di potenziale accesso da parte del governo cinese ai dati raccolti da TikTok iniziarono a diventare parte del discorso pubblico.
Nel 2020, durante il suo primo mandato presidenziale, Donald Trump firmò un ordine esecutivo che obbligava ByteDance a dismettere le attività statunitensi entro 90 giorni. Questa decisione si basava sul presupposto che TikTok rappresentasse un pericolo per la sicurezza nazionale, in quanto i dati degli utenti americani avrebbero potuto essere condivisi con Pechino.
Con l’arrivo dell’amministrazione Biden, il governo ha mantenuto una linea di continuità sul dossier TikTok, pur adottando un approccio meno aggressivo. La società ha cercato di rispondere alle accuse presentando il cosiddetto Project Texas, un’iniziativa per il trasferimento e la gestione dei dati su server statunitensi affidati a Oracle. Tuttavia, nel 2024, il Congresso ha approvato una legge che imponeva la vendita definitiva delle attività entro gennaio 2025, fissando una scadenza stringente.
Il Project Texas era stato concepito come una risposta tecnica alle preoccupazioni politiche. L’idea centrale era quella di affidare l’archiviazione e la gestione dei dati degli utenti americani a un’infrastruttura cloud gestita da Oracle, senza alcun accesso da parte della sede cinese di ByteDance.
Il progetto ha richiesto anni di implementazione tecnica e trattative legali, ma ha finito per diventare il perno su cui si è costruita l’attuale soluzione societaria. Oracle non solo rimane il partner tecnologico per l’infrastruttura cloud, ma è ora anche uno dei tre principali azionisti di TikTok USDS.
L’integrazione tra governance societaria e gestione infrastrutturale consente alla nuova entità di offrire garanzie tangibili alle autorità statunitensi, sia dal punto di vista della sovranità tecnologica sia della protezione dei dati personali.
La principale questione sollevata da anni nei confronti di TikTok riguarda la possibilità che i dati degli utenti americani possano essere raccolti, trasferiti o analizzati da entità collegate al governo cinese. Questo sospetto ha trovato eco nelle dichiarazioni di intelligence e nelle misure precauzionali adottate dalle agenzie governative statunitensi.
Con la costituzione di TikTok USDS, le autorità statunitensi ottengono un controllo diretto su:
Questo approccio rappresenta una nuova modalità di controllo societario e digitale nei confronti delle Big Tech internazionali che intendono operare sul suolo americano, in particolare quando l’origine della proprietà è ritenuta problematica.
Uno degli elementi più rilevanti dell’accordo è il fatto che esso ha ricevuto l’approvazione del governo cinese. In diverse occasioni, Pechino aveva espresso la propria opposizione a una vendita forzata delle attività internazionali di TikTok, considerandola una minaccia alla sovranità economica di una sua impresa nazionale.
Tuttavia, nel caso di TikTok USDS, la Cina ha accettato l’intesa. Questo implica una forma di cooperazione diplomatica e commerciale, che si è sviluppata negli ultimi mesi in modo discreto. Lo stesso Trump, in un messaggio pubblicato su Truth Social, ha ringraziato il presidente Xi Jinping per aver “collaborato con noi e approvato l’accordo”.
L’approvazione cinese rappresenta un elemento fondamentale per la tenuta dell’intesa, in quanto le norme cinesi sul controllo delle esportazioni di tecnologie – inclusi algoritmi di raccomandazione – avrebbero potuto bloccare l’operazione. Il via libera implica quindi anche una concessione in ambito tecnologico, i cui dettagli, però, restano riservati.
Donald Trump ha più volte criticato TikTok in passato, ma nelle fasi più recenti del suo secondo mandato ha modificato la propria posizione, riconoscendo apertamente il valore dell’applicazione come strumento di comunicazione politica.
In particolare, Trump ha attribuito al proprio successo elettorale del 2024 anche l’efficacia della comunicazione rivolta ai giovani, una fascia demografica fortemente presente su TikTok. La dichiarazione rilasciata su Truth Social va in questa direzione: “Sono felice di aver salvato TikTok, sarà controllato da grandi patrioti e investitori americani”.
Questo cambio di passo evidenzia una strategia politica ben definita: non solo il contenimento tecnologico della Cina, ma anche l’utilizzo delle stesse piattaforme per rafforzare la propria immagine e mobilitare l’elettorato giovanile. La scelta di non procedere con un ban totale ha permesso a Trump di presentarsi come garante della libertà d’impresa americana e al tempo stesso risoluto nel difendere la sicurezza nazionale.
L’operazione che ha portato alla nascita di TikTok USDS rappresenta un caso di studio per l’intera industria digitale. A differenza di altri approcci più drastici, come il ban completo o le multe elevate, gli Stati Uniti hanno optato per una soluzione strutturale basata sulla trasformazione della proprietà e della governance.
Questo precedente stabilisce un nuovo modello di regolamentazione: non bloccare o escludere le piattaforme globali, ma condizionare la loro operatività attraverso obblighi societari e tecnologici. Ciò potrebbe aprire la strada a interventi simili in altri ambiti strategici, come l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e le infrastrutture digitali critiche.
Con la nascita di TikTok USDS, la piattaforma potrà proseguire le sue attività sul mercato statunitense con una cornice normativa chiara e stabile. La struttura mista pubblico-privata, composta da investitori americani e tecnologie locali, crea un equilibrio che permette di coniugare esigenze di sicurezza, innovazione e continuità d’impresa.
Rimane da osservare come evolveranno i rapporti con ByteDance sul piano tecnologico: se l’algoritmo di raccomandazione continuerà a essere licenziato, se ci saranno aggiornamenti software condivisi o forme di collaborazione in altri mercati.
Tuttavia, sul piano giuridico e commerciale, TikTok ha completato la sua “americanizzazione”. Un processo che ha coinvolto due amministrazioni presidenziali, diversi attori economici e due potenze globali. E che segna una nuova fase per l’industria digitale globale.