Viersen, Germany - March 1. 2024: Closeup of smartphone screen with logo lettering of Sora text to video AI creator on computer keyboard
OpenAI ha annunciato la chiusura di Sora, la piattaforma consumer per la generazione di video tramite intelligenza artificiale lanciata a settembre 2025.
L’app e la relativa API vengono dismesse per riallocare le risorse di calcolo verso prodotti a più alta redditività, in una mossa che coincide con l’avvicinamento dell’azienda alla quotazione in borsa. La conseguenza più immediata è la fine dell’accordo con The Walt Disney Company, che aveva pianificato un investimento da un miliardo di dollari in OpenAI nell’ambito di un accordo triennale di licenza dei propri personaggi per la piattaforma.
Sora ha fatto il suo debutto pubblico nel febbraio 2024, quando OpenAI pubblicò una serie di video dimostrativi generati dal modello, accompagnati dal paper tecnico Video Generation Models as World Simulators. In quella fase, l’accesso era riservato a un gruppo ristretto di ricercatori e creatori selezionati, e il modello non era disponibile al pubblico. Le clip mostrate, con scene cinematografiche generate da prompt testuali, produssero un impatto significativo nell’industria dell’intrattenimento e nella ricerca sull’intelligenza artificiale, non solo per la qualità visiva ma per la capacità del sistema di mantenere coerenza spaziale e temporale tra i fotogrammi.
Il modello originale rimase in accesso controllato per quasi un anno. A dicembre 2024 OpenAI aprì l’accesso agli abbonati ChatGPT Plus e Pro, e nei mesi successivi continuò a espandere la disponibilità. A settembre 2025 arrivò la svolta nella strategia di distribuzione: OpenAI lanciò Sora 2, una versione significativamente migliorata con capacità audio integrate e fisica simulata più accurata, abbinandola al lancio di una standalone app disponibile sull’App Store iOS e su Google Play. Il formato scelto era quello di un feed verticale ispirato a TikTok, con contenuti generati dagli utenti della community Sora visibili pubblicamente, una logica da social network anziché da semplice strumento creativo.
La funzionalità più controversa dell’app era quella dei “characters” (inizialmente denominata “cameos”, nome poi modificato in seguito a un procedimento legale intentato dalla piattaforma di video personalizzati Cameo, che ottenne ragione in giudizio). Questa funzione permetteva agli utenti di acquisire il proprio volto tramite la fotocamera e di inserirlo in clip generate dall’IA, producendo di fatto deepfake realistici della propria persona. La funzione era teoricamente riservata all’autore della scansione, ma fin dai primi giorni risultò possibile aggirare i controlli e generare video di personaggi pubblici che non avevano dato il consenso. OpenAI fu costretta a intervenire con limitazioni più stringenti pochi giorni dopo il lancio.
Al momento del lancio, l’app Sora raggiunse il primo posto nella categoria Photo & Video dell’App Store statunitense entro le prime ventiquattro ore, con un volume di download che non aveva precedenti per un’applicazione di OpenAI. Secondo i dati della società di analisi mobile Appfigures, il picco di installazioni si registrò a novembre 2025, con circa 3,3 milioni di download combinati tra iOS e Android. La cifra includeva sia utenti nuovi sia chi migrava dalla versione integrata in ChatGPT verso l’app dedicata.
Quello di novembre si rivelò anche il punto di massima espansione. A partire da dicembre 2025, un mese in cui la maggior parte delle app di consumo registra tradizionalmente un incremento legato alle festività, Sora registrò invece un calo del 32% nei nuovi download rispetto al mese precedente. Nel primo trimestre del 2026 il trend si confermò negativo, con declini successivi mese su mese sia nelle installazioni sia nella spesa in-app. Nel complesso della sua esistenza, la piattaforma aveva generato circa 2,1 milioni di dollari di ricavi da acquisti in-app, una cifra modesta considerando i costi computazionali necessari per sostenere la generazione video.
Già a fine 2025, il responsabile del progetto Bill Peebles, research scientist di OpenAI e capo del team Sora, aveva annunciato l’introduzione di limiti al numero di video generabili per utente, motivati dalla scarsità di chip disponibili per alimentare il modello. La dichiarazione di Peebles fu esplicita: definì i costi del modello video “completamente insostenibili” e aggiunse che “i modelli video sono davvero costosi”. Quei limiti operativi erano il segnale che la sostenibilità economica della piattaforma consumer era già sotto pressione prima che i dati di utilizzo mostrassero il declino.
Il 24 marzo 2026, OpenAI ha comunicato la chiusura attraverso un post sulla piattaforma X: “We’re saying goodbye to Sora. To everyone who created with Sora, shared it, and built community around it: thank you. What you made with Sora mattered, and we know this news is disappointing.” Il comunicato non conteneva alcuna spiegazione delle ragioni della decisione. In una successiva dichiarazione a Engadget, un portavoce dell’azienda ha fornito la motivazione ufficiale: “We’ve decided to discontinue Sora in the consumer app and API. As we focus and compute demand grows, the Sora research team continues to focus on world simulation research to advance robotics that will help people solve real-world, physical tasks.”
La dismissione dell’app interessa non solo la piattaforma standalone ma anche l’API di Sora, usata dagli sviluppatori per integrare la generazione video nelle proprie applicazioni, e la funzionalità di generazione video all’interno di ChatGPT, che con la chiusura di Sora perde la capacità di produrre clip da prompt testuali. OpenAI ha dichiarato che esplorerà modalità per permettere agli utenti di esportare e conservare i contenuti già creati sulla piattaforma, senza tuttavia specificare tempi o modalità concrete. I dettagli operativi sulle scadenze dell’app e dell’API saranno comunicati successivamente.
Il calcolo che ha portato alla chiusura ha diverse componenti. La prima è la competizione per le risorse GPU: i modelli di generazione video richiedono ordini di grandezza più di compute rispetto ai modelli di testo o codice per unità di output prodotta. Riallocare quei chip verso attività di coding assistance, ragionamento e generazione testuale, settori dove OpenAI compete direttamente con Anthropic e dove la domanda enterprise è strutturale, aumenta significativamente il rendimento per unità di capacità computazionale disponibile.
La seconda componente è la preparazione alla quotazione in borsa. OpenAI ha completato a febbraio 2026 un round di finanziamento da 110 miliardi di dollari, portando la valutazione totale dell’azienda a circa 730 miliardi di dollari. Un’IPO è attesa entro la fine del 2026. In questo contesto, un prodotto ad alta spesa computazionale e bassa monetizzazione, con dinamiche di utenza in calo e una storia di problemi di moderazione dei contenuti, rappresenta un elemento di rischio nella narrazione che OpenAI deve costruire per i mercati pubblici. Il Wall Street Journal aveva già riportato nei mesi precedenti che OpenAI stava razionalizzando il portafoglio prodotti, eliminando quelli definiti internamente come “side quests” per concentrarsi su un’unica super-app basata su ChatGPT.
La terza componente è la pressione competitiva di Anthropic. L’azienda che produce Claude ha deliberatamente evitato la generazione di immagini e video, concentrando l’intera capacità computazionale su testo e codice. Quella scelta è risultata vincente sul segmento enterprise e tra gli ingegneri software, dove Claude ha acquisito quote di mercato significative. OpenAI sembra adottare una logica simile, almeno per la fase che precede la quotazione.
La notizia della chiusura di Sora ha dissolto uno degli accordi più discussi del settore tecnologico degli ultimi mesi. A dicembre 2025, The Walt Disney Company aveva annunciato un accordo triennale con OpenAI che prevedeva due componenti principali. La prima era una licenza d’uso dei personaggi Disney, con un catalogo di oltre 200 personaggi mascherati, animati o in costume provenienti da Disney, Marvel, Pixar e Star Wars, che gli utenti di Sora avrebbero potuto inserire in video generati dall’IA in modalità “fan-inspired”. La seconda componente era un investimento da un miliardo di dollari di Disney in OpenAI, che avrebbe fatto del colosso dell’intrattenimento uno degli investitori istituzionali più rilevanti nell’azienda di Sam Altman.
L’accordo era stato presentato come un cambio di paradigma nel rapporto tra l’industria di Hollywood e le piattaforme di generazione video IA, storicamente caratterizzato da conflitti legali sui diritti d’autore. Disney aveva già inviato a Google una diffida per presunte violazioni del copyright su “scala massiva” tramite modelli e servizi IA, e l’accordo con OpenAI sembrava una strategia alternativa: anziché litigare, ottenere controllo e compensazione attraverso la partecipazione diretta. La pianificazione operativa prevedeva che Sora e ChatGPT Images iniziassero a generare video con i personaggi licenziati nei primi mesi del 2026, con una selezione curata di contenuti che sarebbe poi apparsa su Disney+.
Con la chiusura di Sora, l’accordo è diventato privo di oggetto. Una fonte vicina alla trattativa ha confermato alla stampa che il deal non proseguirà. Nessun denaro è cambiato di mano prima della dissoluzione dell’accordo, il che significa che l’investimento da un miliardo di dollari annunciato rimane sulla carta. Un portavoce Disney ha dichiarato: “Rispettiamo la decisione di OpenAI di abbandonare il business della generazione video e di spostare le proprie priorità altrove. Apprezziamo la collaborazione costruttiva tra i nostri team e quello che abbiamo imparato da essa, e continueremo a lavorare con piattaforme IA per trovare nuovi modi di raggiungere i fan rispettando la proprietà intellettuale e i diritti dei creator.”
La dissoluzione dell’accordo lascia aperta la questione di quale piattaforma IA Disney sceglierà per implementare la propria strategia di distribuzione dei contenuti attraverso la generazione video. Le alternative attive sul mercato, tra cui Runway, Pika Labs e Google Veo, rimangono operative. Tuttavia, nessuna di queste ha un rapporto contrattuale con Disney, e alcune sono oggetto di contenziosi legali da parte di studi cinematografici per presunte violazioni del copyright.
La chiusura dell’app non comporta lo scioglimento del team di ricerca. OpenAI ha chiarito che i ricercatori che lavoravano a Sora continueranno a operare nell’ambito della world simulation research, con un focus specifico su applicazioni nel campo della robotica. Questa direzione era già esplicita nel paper tecnico originale del 2024, il cui titolo era appunto Video Generation Models as World Simulators, e nella descrizione di Sora 2 pubblicata da OpenAI, dove si leggeva che “i simulatori del mondo per uso generale e gli agenti robotici rimodelleranno fondamentalmente la società”.
La connessione tra modelli video e robotica ha una logica tecnica precisa. Un sistema in grado di generare video fisicamente coerenti, con oggetti che interagiscono secondo le leggi della meccanica, superfici con proprietà realistiche e movimenti credibili, può essere reinterpretato come un modello che ha appreso una rappresentazione del mondo fisico. Quella rappresentazione è potenzialmente trasferibile a sistemi di controllo robotico: un agente che deve navigare in un ambiente o manipolare oggetti può beneficiare di un modello che “capisce” come funziona la fisica degli oggetti, anche se ha imparato quella comprensione attraverso la previsione di fotogrammi video.
La transizione del team verso la robotica si inserisce in una tendenza più ampia del settore. Diverse aziende che avevano sviluppato capacità di simulazione video, tra cui Google DeepMind con il suo progetto Genie, stanno esplorando come trasformare quelle competenze in sistemi per agenti fisici. Per OpenAI, l’investimento già effettuato nello sviluppo di Sora e nella comprensione della fisica simulata non viene quindi abbandonato, ma reindirizzato verso un’applicazione con prospettive commerciali a lungo termine più chiare rispetto a una piattaforma consumer di generazione video.
La dismissione di Sora non modifica in modo significativo le dinamiche del mercato della generazione video IA, che rimane attivo con diverse piattaforme. Runway, con la sua serie Gen, continua a operare con un posizionamento orientato ai professionisti dell’industria creativa e alle agenzie, dove la coerenza dei personaggi tra clip successive è un vantaggio competitivo rilevante. Pika Labs mantiene un’utenza ampia grazie a tempi di generazione rapidi e prezzi accessibili. Google Veo, integrato nell’ecosistema Google, prosegue il suo sviluppo con un accesso gradualmente più ampio.
I dati aggregati di settore indicano che nel 2025 le principali piattaforme di generazione video IA hanno collettivamente prodotto oltre 8 milioni di video. La partecipazione di Sora a quel totale era limitata dai vincoli computazionali autoimposti dall’azienda, il che significa che la sua assenza non crea un vuoto di capacità produttiva sul mercato. L’elemento che distingue il caso Sora dagli altri attori del settore è la struttura dei costi: secondo alcune stime, il costo per video generato su Sora a qualità piena era tra cinque e otto minuti di compute per clip breve, un valore incompatibile con un modello di business basato su abbonamenti consumer a prezzi contenuti. Piattaforme come Pika Labs hanno costruito la propria sostenibilità su modelli più efficienti o su una qualità inferiore che riduce i costi per unità.
Il caso Sora fornisce un esempio empirico delle difficoltà strutturali dei prodotti AI consumer ad alta intensità computazionale. La viralità iniziale, certificata dal primo posto in classifica sull’App Store, non si è tradotta in retention duratura, e i ricavi da in-app purchase sono rimasti un ordine di grandezza al di sotto di quanto necessario per coprire i costi operativi. Quella combinazione di fattori, unita alle esigenze di semplificazione del portafoglio in vista di un’IPO, ha reso la chiusura una scelta logica dal punto di vista finanziario, indipendentemente dalla qualità tecnica del modello sottostante.