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Assenteismo e falsa malattia: strumenti legali per il controllo dei dipendenti

C’è una situazione particolarmente delicata che le aziende possono trovarsi ad affrontare e in merito alla quale è importante farsi trovare preparati: si tratta della falsa malattia di un dipendente.

Una situazione piuttosto frequente, secondo quanto emerge da un articolo uscito su La Repubblica l’8 febbraio 2025, secondo il quale soltanto nella PA sarebbero intercorsi, proprio per via di comportamenti illeciti sul lavoro, oltre 15mila tra licenziamenti e sospensioni.

Il fenomeno non interessa soltanto la Pubblica Amministrazione, ma anche le aziende che lavorano nel privato, nonostante diverse statistiche attestino una maggiore incidenza proprio nel comparto pubblico.

Come tutelarsi, in questi casi? Oggi vi offriamo una panoramica degli strumenti più efficaci per agire qualora si avessero dei sospetti, ma una cosa è certa. L’ideale, in questi casi, è approntare delle indagini aziendali su dipendenti conseguite da parte di professionisti, in grado di attivarsi con l’opportuna discrezione e nel rispetto delle regole previste dalla legge.

Si rivela invece indispensabile evitare “il fai da te”, poiché il rischio di passare dalla parte del torto è concreto, con tutte le conseguenze del caso, a cominciare da ciò che riguarda la violazione della privacy della persona.

Falsa malattia del dipendente: di cosa parliamo

Si può parlare di falsa malattia del dipendente in tutti quei casi in cui il collaboratore presenta una dichiarazione alterata del proprio stato di salute in modo tale da potersi assentare dal luogo di lavoro usufruendo delle tutele previste dalla legge.

Rientrano nella falsa malattia le assenze non giustificate, così come alcuni comportamenti illeciti sul lavoro: ad esempio un certificato medico manipolato dal collaboratore oppure non rispondente al suo reale stato di salute.

Nella falsa malattia non sempre ci si trova a fare i conti con una patologia inesistente. Spesso, infatti, la persona preferisce enfatizzare i sintomi oppure prolungare il periodo di malattia.

I diritti (e i doveri) sia del datore di lavoro che del dipendente

Il datore di lavoro deve attenersi a specifici obblighi in caso di malattia dei dipendenti: un diritto tutelato dalla legge ma, allo stesso tempo, soggetto a procedure specifiche per i collaboratori.

Il sottoposto ha il dovere di avvisare repentinamente il datore di lavoro e di presentare un regolare certificato medico, trasmettendolo all’INPS entro i tempi previsti. Deve inoltre sottostare alle verifiche del medico fiscale entro determinate fasce orarie, attenendosi a un comportamento coerente rispetto alla condizione dichiarata.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale, dal momento che la legge riconosce l’obbligo di attenersi alle cautele opportune per guarire prontamente. Infine, la persona non può utilizzare il periodo di malattia per svolgere un’altra mansione.

Falsa malattia: gli strumenti legali a tutela del datore di lavoro

Cosa succede se tali adempimenti vengono ignorati da parte del dipendente? Il datore di lavoro può attivare un procedimento disciplinare in cui dovrà dimostrare i comportamenti illeciti sul lavoro del dipendente. Il dipendente rischia il licenziamento/la sospensione, ma anche sanzioni minori come un richiamo verbale/scritto.

Il datore di lavoro deve dimostrare la falsa malattia del dipendente e per farlo la cosa migliore è affidarsi a un investigatore privato per la raccolta delle prove, indispensabile tanto per il licenziamento per giusta causa quanto per gli altri provvedimenti.

L’indagine investigativa darà modo di conseguire delle decisioni consapevoli e che poggiano su basi reali, nonché, qualora si arrivasse in sede legale, di avere un solido impianto probatorio.

Il lavoro dell’investigatore privato è prezioso infine in chiave preventiva, perché i collaboratori saranno meno propensi ad adottare dei comportamenti illeciti a danno dell’azienda sapendo di poter essere supervisionati.

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Redazione