Il Cdm ha approvato il decreto scuola: tetto del 30% e cosa prevede

l Cdm ha approvato il decreto scuola. Tetto del 30% nelle classi prime, multe fino a 1.000 euro per il volto coperto, tecnici verso i licei.

24 settembre 2026 18:04
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Il Consiglio dei ministri ha approvato nel pomeriggio di giovedì 24 settembre il decreto legge sulla scuola. Il provvedimento fissa un limite del 30% di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime, vieta di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto e cambia il nome agli istituti tecnici e professionali, che diventano licei tecnologici e licei professionali.

Chi si presenta a volto coperto rischia una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza, e se a violare il divieto è un minorenne la multa ricade su chi esercita la responsabilità genitoriale. Alle 17.55 del 24 settembre il testo licenziato dal Cdm non è ancora pubblicato. Le misure descritte qui corrispondono alla bozza circolata prima della riunione, quindi formulazioni e cifre possono cambiare nella versione che andrà in Gazzetta Ufficiale, e il decreto dovrà comunque essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni.

Come funziona davvero il tetto del 30%

Il limite non riguarda tutti gli studenti stranieri, perché il criterio scelto dal governo è la conoscenza della lingua. Nella scuola primaria il tetto scatta dall'anno scolastico 2027/2028 e si applica agli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia oppure che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia. Alle medie e alle superiori il parametro cambia e riguarda chi non ha frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema nazionale di istruzione.

Quando le domande di iscrizione rendono impossibile rispettare la soglia, secondo la bozza visionata da Open sono gli uffici scolastici territoriali a redistribuire gli studenti tra gli istituti vicini, d'intesa con i dirigenti. Il testo impone di tenere conto del domicilio dello studente e delle esigenze familiari documentate, comprese quelle legate all'assistenza a un figlio con disabilità. Per gli inserimenti che avvengono a scuola già iniziata la regola parte prima, dall'anno in corso.

Alle scuole che non riescono a stare sotto la soglia va un fondo per le attività extracurricolari di potenziamento dell'italiano, pari a 3,4 milioni di euro nel 2027 e a 14,14 milioni annui dal 2028, spendibili per ampliare l'organico dei docenti o per accordi con i CPIA e gli enti del Terzo settore. I dati ministeriali più recenti, riferiti al 2022/2023, indicano che superava il 30% di alunni stranieri il 7,6% delle classi. La quota scende allo 0,6% contando solo gli alunni nati all'estero, e la concentrazione più alta si registra a Prato, Piacenza e Parma.

Multa fino a mille euro e obblighi per i genitori

Il divieto sul volto coperto copre le lezioni, le attività extracurricolari e anche gli incontri previsti nei rapporti tra scuola e famiglia, quindi colloqui e assemblee. La formulazione della bozza è più ampia del divieto di burqa e niqab annunciato dal governo, perché vieta in generale qualsiasi modalità che impedisca il riconoscimento del volto. Ad accertare la violazione è il dirigente scolastico, mentre la sanzione viene irrogata dal prefetto, e ogni istituto dovrà aggiornare il proprio regolamento interno.

Sui genitori il decreto interviene in modo più incisivo. Quando barriere linguistiche persistenti ostacolano l'integrazione del figlio, il suo percorso educativo, il comportamento in classe o il rispetto del Patto di corresponsabilità, la scuola deve segnalare il caso ai servizi sociali territoriali, che valutano la situazione e predispongono un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità. Il progetto può includere un percorso gratuito di italiano presso i CPIA fino almeno al livello A2.

Sono esclusi dall'obbligo i genitori con gravi limitazioni all'apprendimento linguistico dovute all'età, a patologie o a disabilità, purché certificate. Chi invece non partecipa senza motivi di salute, forza maggiore o altri gravi impedimenti rischia molto più di una multa. Se la mancata collaborazione produce un pregiudizio concreto per il minore, si applica l'articolo 1, comma 2, della legge 216 del 1991, la norma che consente il collocamento del minore fuori dal nucleo familiare. È il punto su cui, come riferito dall'ANSA, si sono concentrate le interlocuzioni tra governo e Quirinale nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri.

gli istituti tecnici diventano licei tecnologici

La parte meno discussa del decreto riguarda le superiori. Gli istituti tecnici assumono la denominazione di licei tecnologici e gli istituti professionali quella di licei professionali, senza che cambi l'assetto ordinamentale previsto dalla normativa vigente. Il cambio di nome si estende alle disposizioni collegate e agli indirizzi di studio, e si accompagna a un intervento sul monte ore dei percorsi tecnici legato alla riforma finanziata dal Pnrr.

Per la filiera tecnologico professionale la bozza all'esame del Cdm, nella ricostruzione del Messaggero, stanzia 20 milioni di euro per l'anno in corso e 10 milioni per il 2027. Nello stesso provvedimento compare anche un'ora settimanale facoltativa di latino dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado, per un totale di 33 ore annue a partire dal 2027/2028, affidata ai docenti della classe di concorso A-12.

Chi ha figli iscritti alle superiori troverà il nome nuovo nei documenti e nelle iscrizioni, mentre quadri orari e materie di indirizzo restano quelli attuali. Le scadenze operative dell'anno scolastico in corso sono raccolte nella nostra guida alle scadenze scolastiche, mentre le ricadute sui bambini più piccoli e sull'infanzia sono trattate nell'approfondimento dedicato alla scuola dell'infanzia.

Domande frequenti

Chi paga la multa se ad andare a scuola col volto coperto è un minorenne?

La sanzione, compresa tra 200 e 1.000 euro, si applica a chi esercita la responsabilità genitoriale, salvo che il fatto costituisca reato. L'accertamento spetta al dirigente scolastico, mentre il provvedimento che impone il pagamento viene emesso dal prefetto. Il divieto vale anche durante i colloqui tra scuola e famiglia.

Da quando si applica il tetto del 30% nelle classi prime?

Per la formazione delle classi prime la soglia scatta dall'anno scolastico 2027/2028. Per gli studenti che arrivano a scuola già iniziata la regola vale invece dall'anno in corso, con l'obbligo di collocarli, quando possibile, in una classe che rispetta il limite previsto dal decreto.

I genitori stranieri sono obbligati a seguire un corso di italiano?

L'obbligo non è generalizzato. Scatta solo dopo la segnalazione della scuola ai servizi sociali per barriere linguistiche persistenti che danneggiano il percorso del figlio. Il progetto può prevedere un corso gratuito presso i CPIA fino al livello A2, con esclusioni certificate per età, patologie o disabilità.

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