-
Nuova legge elettorale: la Camera approva lo Stabilicum in via definitiva
Nuova legge elettorale: la Camera approva lo Stabilicum in via definitiva
Ok finale a scrutinio segreto per lo Stabilicum. Preferenze, premio al 42% e voto fuori sede, ecco cosa cambia per chi vota.
La Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, chiamata Stabilicum dalla maggioranza e Melonellum dalle opposizioni. Il voto finale si è tenuto oggi, giovedì 8 ottobre, a scrutinio segreto e si è chiuso con 227 sì e 164 no. Era la terza lettura, resa necessaria dalle modifiche introdotte dal Senato a settembre.
La riforma sostituisce il Rosatellum, con cui si è votato nel 2018 e nel 2022, e cambia la scheda che gli elettori troveranno alle prossime politiche. La data del voto non è fissata e la legislatura scade nell'autunno 2027. Per entrare in vigore la legge deve ancora essere promulgata dal presidente della Repubblica e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. All'aggiornamento delle 12.40 nessuno dei due passaggi ha una data.
Dal primo sì di luglio alle fiducie di questa settimana
Montecitorio aveva dato il primo via libera il 16 luglio, con 217 voti favorevoli e 152 contrari, dopo aver bocciato l'emendamento sulle preferenze. Il Senato ha reintrodotto le preferenze e il 15 settembre ha approvato il testo con 113 sì e 71 no. A Palazzo Madama è passata anche la norma più contestata dalle opposizioni, che obbliga i partiti oggi fuori dal Parlamento a raccogliere 6.000 firme per collegio invece delle 1.500 richieste finora.
Per blindare gli articoli cambiati al Senato il governo ha posto tre questioni di fiducia, approvate il 6 e il 7 ottobre con 226, 227 e 228 voti favorevoli. L'articolo 8, sul voto fuori sede, è passato senza fiducia con 214 sì e l'astensione delle opposizioni. Il voto segreto sul testo finale lo avevano chiesto Pd, Movimento 5 Stelle e Avs.
Le opposizioni preparano i ricorsi. Il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha annunciato che la contestazione passerà ai tribunali e alla Corte costituzionale, a cominciare dalla norma sulle firme. Il capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami, primo firmatario della legge, ha detto al Corriere della Sera di considerare solido l'impianto e di aspettarsi, nel caso, rilievi della Consulta solo su aspetti secondari.
Come si voterà alle prossime politiche
Il sistema diventa proporzionale e scompaiono i collegi uninominali. Sotto il simbolo di ogni lista la scheda riporterà il capolista, che è bloccato, e sei candidati alternati per genere, tra i quali l'elettore potrà indicare fino a tre preferenze. Per i capilista l'alternanza tra uomo e donna non è prevista.
La lista o la coalizione che supera il 42% dei voti sia alla Camera sia al Senato riceve un premio di 70 deputati e 35 senatori, con un tetto di 220 seggi a Montecitorio e 113 a Palazzo Madama. Se nessuno raggiunge la soglia in entrambi i rami del Parlamento, i seggi si distribuiscono con il proporzionale puro. Lo sbarramento resta al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni, che recuperano anche la migliore lista rimasta sotto soglia.
Ogni coalizione dovrà indicare nel programma il nome che propone al Quirinale per la guida del governo, ma quel nome non sarà stampato sulla scheda. Chi studia, lavora o si cura lontano dal proprio comune potrà votare nel comune di domicilio, se ci vive da almeno nove mesi, alle politiche, alle europee e ai referendum. Il Senato ha esteso la stessa possibilità ai caregiver familiari.