Blue Origin presenta TeraWave: una costellazione da oltre 5.400 satelliti per connettività avanzata
Blue Origin ha annunciato la realizzazione di una costellazione satellitare composta da oltre 5.000 unità, denominata TeraWave.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, è progettata per offrire connettività ad alta capacità a clienti istituzionali, governativi e aziendali in tutto il mondo.
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Un’infrastruttura spaziale per servizi critici ad alta capacità
Blue Origin, la compagnia aerospaziale fondata da Jeff Bezos e con sede nello stato di Washington, ha annunciato il 21 gennaio 2026 la propria intenzione di sviluppare TeraWave, una nuova megacostellazione satellitare dedicata alla fornitura di servizi di connettività spaziale ad alte prestazioni. Il progetto prevede il dispiegamento di 5.280 satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) e 128 satelliti aggiuntivi in orbita terrestre media (MEO).
Secondo quanto dichiarato ufficialmente, la rete sarà destinata a supportare utenti aziendali, data center e agenzie governative con necessità operative critiche. L’obiettivo è fornire comunicazioni altamente affidabili, caratterizzate da elevati volumi di dati, bassa latenza e possibilità di personalizzazione su scala globale.
Prestazioni e tecnologia: comunicazioni RF e collegamenti laser
I satelliti in orbita bassa della costellazione TeraWave saranno in grado di raggiungere velocità di trasmissione fino a 144 gigabit al secondo utilizzando collegamenti radio (RF), mentre le unità posizionate in orbita media sfrutteranno tecnologie laser per fornire capacità fino a 6 terabit al secondo.
Nel comunicato diffuso dall’azienda si legge che TeraWave è progettata per soddisfare una domanda in crescita di larghezza di banda simmetrica in upload e download, di maggiore ridondanza operativa e di una scalabilità rapida della rete. La struttura modulare della costellazione permetterà ai clienti di selezionare le prestazioni e la distribuzione geografica dei nodi in base alle necessità specifiche in evoluzione.
Tempistiche e costruzione della costellazione
Il lancio dei primi satelliti è previsto per la fine del 2027. Blue Origin non ha ancora comunicato la sequenza completa dei lanci, ma ha indicato che l’implementazione sarà progressiva e strutturata per supportare la crescita graduale della domanda.
Il progetto si inserisce in un contesto globale di espansione delle infrastrutture satellitari commerciali, con diverse iniziative attualmente in fase di sviluppo o già operative.
Il panorama globale delle megacostellazioni
TeraWave entrerà in competizione con altri sistemi satellitari a bassa orbita come Starlink di SpaceX, che al 2026 conta oltre 9.500 satelliti attivi a servizio di utenti in tutto il mondo. In parallelo, Amazon – fondata dallo stesso Jeff Bezos – sta costruendo la rete Amazon Leo (inizialmente nota come Project Kuiper), composta da circa 3.200 satelliti destinati prevalentemente al mercato residenziale.
Anche la Cina ha avviato due megacostellazioni: Guowang (“Rete Nazionale”) e Qianfan (“Mille Vele”), entrambe previste per superare i 13.000 satelliti in orbita, con un focus strategico su copertura globale e sovranità digitale.
Un’infrastruttura mirata a esigenze di alto livello
A differenza delle reti orientate all’utenza privata, come Starlink o Amazon Leo, la costellazione TeraWave sarà orientata a clienti con necessità mission-critical, quali enti pubblici, settori della difesa, industrie energetiche, operatori infrastrutturali e grandi organizzazioni multinazionali. Le prestazioni promesse e l’architettura ibrida LEO/MEO rispondono alla crescente richiesta di resilienza e continuità nelle comunicazioni, in un contesto internazionale sempre più dipendente dalla connettività globale.
Blue Origin non ha ancora rivelato i dettagli relativi ai lanciatori che verranno utilizzati per posizionare i satelliti in orbita, ma il razzo New Glenn – sviluppato dalla stessa compagnia – risulta tra i candidati principali per supportare l’infrastruttura.
Le implicazioni di una rete globale ad alta densità
La realizzazione di costellazioni su larga scala solleva anche questioni rilevanti per la gestione del traffico orbitale e l’impatto sulla ricerca astronomica. Come già osservato con altre iniziative simili, l’aumento della densità satellitare può generare interferenze nei rilevamenti ottici e radio condotti da osservatori terrestri, oltre a richiedere sistemi avanzati di mitigazione del rischio di collisioni in orbita.
Blue Origin non ha ancora reso pubbliche informazioni specifiche sulle misure adottate per affrontare tali problematiche, ma si prevede che le future fasi del progetto includano strategie di deorbitazione controllata e gestione dello spazio orbitale in conformità con gli standard internazionali.
Espansione strategica nell’economia spaziale
Con l’annuncio di TeraWave, Blue Origin rafforza il proprio ruolo nell’ambito delle infrastrutture spaziali commerciali e si posiziona come fornitore di servizi di connettività di fascia alta in un mercato in rapida evoluzione. Il progetto rappresenta una componente chiave nella strategia dell’azienda per espandere la propria presenza oltre il settore del lancio spaziale e integrare servizi a valore aggiunto per una nuova generazione di utenti orbitali.
