Tim Cook lascia Apple dopo 15 anni, John Ternus guida la nuova era

Dal 1 settembre 2026 John Ternus guida Apple al posto di Tim Cook, che dopo 15 anni diventa presidente esecutivo del consiglio.

31 agosto 2026 16:03
Tim Cook lascia Apple dopo 15 anni, John Ternus guida la nuova era - Wikimedia (Pubblico dominio/Tessa Bury)
Wikimedia (Pubblico dominio/Tessa Bury)
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Dal 1 settembre 2026 Apple ha un amministratore delegato diverso da quello degli ultimi quindici anni. John Ternus, fino a ieri responsabile dell'ingegneria hardware, prende il posto di Tim Cook, che resta in azienda come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione. La decisione era stata resa pubblica il 20 aprile e approvata all'unanimità dal board, al termine di quello che Cupertino descrive come un percorso di pianificazione della successione avviato da tempo.

La data scelta non è neutra. Cade otto giorni prima del keynote del 9 settembre, quando Ternus salirà sul palco dello Steve Jobs Theater con la responsabilità di presentare la nuova gamma iPhone, e cade nell'anno in cui Apple compie mezzo secolo di vita. Lo stesso Ternus, nella dichiarazione diffusa ad aprile, ha promesso di guidare l'azienda con i valori che hanno definito questo posto speciale per mezzo secolo.

Punti chiave

  • Il passaggio di consegne tra Tim Cook e John Ternus è effettivo dal 1 settembre 2026 ed è stato deliberato all'unanimità dal consiglio di amministrazione il 20 aprile.

  • Apple quantifica il periodo Cook con una capitalizzazione salita da circa 350 miliardi a 4000 miliardi di dollari e un fatturato annuo cresciuto da 108 a oltre 416 miliardi tra l'esercizio 2011 e quello 2025.

  • Ternus è l'ottavo amministratore delegato dell'azienda e arriva dalla direzione dell'ingegneria hardware dopo venticinque anni di carriera interna.

  • Il nuovo Siri poggia su un modello Gemini fornito da Google in base a un accordo pluriennale annunciato il 12 gennaio 2026, di cui le due società non hanno diffuso i termini economici.

  • La previsione di Apple per il trimestre in corso indica una crescita compresa tra il 9 e l'11 per cento, inferiore al 12 per cento atteso dal consenso raccolto da LSEG.

  • Arthur Levinson lascia la presidenza non esecutiva del consiglio lo stesso giorno, dopo quindici anni, e assume il ruolo di lead independent director.

Che cosa ha deciso il consiglio di amministrazione

Il comunicato pubblicato da Apple ad aprile mette in fila quattro movimenti che scattano tutti nello stesso giorno. Ternus assume la carica di amministratore delegato ed entra nel consiglio. Cook lascia la guida operativa e diventa presidente esecutivo. Arthur Levinson, presidente non esecutivo del board per quindici anni, passa al ruolo di lead independent director.

Il perimetro del nuovo incarico di Cook è descritto in termini volutamente ampi. Apple parla di assistenza su alcuni aspetti dell'azienda, con particolare riferimento al confronto con i decisori politici nel mondo. È una formula che segnala dove il consiglio ritiene ancora insostituibile la sua figura, cioè nella diplomazia commerciale e regolatoria, il terreno su cui negli ultimi anni si sono giocati i dazi, le indagini antitrust e i rapporti con i governi asiatici.

Cook ha spiegato ai dipendenti, in una riunione interna riportata per prima da Bloomberg, di aver scelto il momento in base a tre condizioni verificate insieme, l'andamento della prima metà dell'anno fiscale, la solidità della tabella di marcia dei prodotti e la maturità del successore. Alla stessa domanda ha risposto anche a Fox Business, aggiungendo di sentirsi in buona salute e di aspettarsi di restare a lungo nel nuovo ruolo.

Quindici anni misurati in numeri

Apple fornisce una serie di indicatori sul periodo di Cook che vale la pena leggere con attenzione, perché sono cifre ufficiali e non stime di terzi. La capitalizzazione è passata da circa 350 miliardi di dollari a 4000 miliardi, con un incremento superiore al 1000 per cento. Il fatturato annuo è quasi quadruplicato, da 108 miliardi di dollari nell'esercizio 2011 a più di 416 miliardi nell'esercizio 2025.

Sul fronte industriale il quadro è altrettanto esplicito. L'azienda è presente in oltre 200 paesi e territori, gestisce più di 500 negozi diretti e ha più che raddoppiato il numero di paesi in cui esiste un Apple Store fisico. L'organico è cresciuto di oltre 100.000 persone e la base installata di dispositivi attivi ha superato i 2,5 miliardi di unità.

Il silicio come scelta industriale

La transizione ai processori progettati in casa resta la decisione tecnica più densa di conseguenze presa sotto la sua gestione. Apple la rivendica come il passaggio che le ha permesso di controllare una quota maggiore della propria tecnologia primaria, con guadagni di efficienza energetica e di prestazioni visibili su tutta la gamma. Il calcolo strategico dietro quella scelta era però anche di altro tipo, perché portare in casa il progetto dei chip riduce la dipendenza da fornitori terzi in una fase storica in cui la capacità produttiva di semiconduttori è diventata materia di politica industriale.

I servizi e la seconda gamba dei ricavi

La categoria dei servizi ha superato i 100 miliardi di dollari, una dimensione che da sola la collocherebbe intorno alla quarantesima posizione della classifica Fortune. Il dato racconta la trasformazione più profonda avvenuta in questi anni, cioè il passaggio da un'azienda che vendeva apparecchi a un'azienda che vende apparecchi e poi continua a incassare da chi li possiede. Nel trimestre chiuso a giugno 2026 i servizi hanno generato 30,7 miliardi di dollari, in crescita del 12 per cento, con oltre 1,5 miliardi di abbonamenti a pagamento attivi.

Anche il capitolo ambientale entra nel bilancio del periodo. Apple dichiara di aver ridotto la propria impronta di carbonio di oltre il 60 per cento rispetto ai livelli del 2015, in una fase in cui il fatturato è quasi raddoppiato. La rendicontazione resta interna all'azienda e i criteri di calcolo sono quelli scelti da Apple, un elemento da tenere presente quando si confrontano dichiarazioni di questo tipo tra società diverse.

Chi guidava Apple prima di Cook

Ternus è l'ottavo amministratore delegato nella storia dell'azienda. La sequenza precedente aiuta a capire quanto sia anomalo, per Apple, un passaggio di consegne ordinato e annunciato con quattro mesi di anticipo.

Il primo fu Michael Scott, arrivato nel febbraio 1977 su indicazione di Mike Markkula, perché i due fondatori erano considerati troppo giovani e inesperti per l'incarico. Scott guidò l'azienda nel periodo dell'Apple II e uscì nel 1981, dopo una ristrutturazione che i dipendenti ricordano ancora con il nome di Black Wednesday. Markkula, terzo dipendente e primo finanziatore, prese il suo posto per un biennio, fino all'arrivo di John Sculley.

Gli anni in cui Apple cambiò guida tre volte in quattro anni

Sculley arrivava dalla Pepsi ed è rimasto in carica dal 1983 al 1993. Il suo mandato coincide con l'espansione internazionale del marchio e con la stagione del desktop publishing, e anche con lo scontro interno che nel 1985 portò Steve Jobs fuori dall'azienda che aveva fondato.

Nel giugno 1993 il consiglio sostituì Sculley con Michael Spindler, tedesco, entrato in Apple nel 1980 per occuparsi del mercato europeo e diventato direttore operativo nel gennaio 1990. La data precisa dell'insediamento compare nei documenti depositati da Apple presso la SEC, che indicano il giugno 1993 come inizio del suo incarico. Spindler ereditò un'azienda in difficoltà e provò a rispondere con le licenze ai produttori di cloni Macintosh, una scelta che erose i margini senza ampliare il mercato.

Nel 1996 toccò a Gil Amelio, che veniva dalla National Semiconductor e restò in carica poco più di un anno, il mandato più breve nella storia dell'azienda. A lui si deve però la decisione che ha riscritto il resto della storia, l'acquisizione di NeXT per poco meno di 430 milioni di dollari, operazione che riportò Jobs dentro Apple. Il bilancio di quegli esercizi si chiuse in rosso e la società arrivò a essere descritta dalla stampa economica come candidata al fallimento.

Il ritorno di Jobs e la successione del 2011

Jobs assunse la guida nel 1997, prima con la qualifica di amministratore delegato ad interim, e la mantenne fino all'agosto 2011, quando le condizioni di salute lo costrinsero a dimettersi. Morì il 5 ottobre dello stesso anno. Cook, entrato in Apple nel 1998 con la responsabilità delle operazioni, aveva già sostituito Jobs durante i periodi di assenza per malattia e conosceva la macchina industriale meglio di chiunque altro.

Quella successione avvenne in emergenza e sotto lo sguardo scettico di un settore convinto che senza il fondatore l'azienda avrebbe perso la bussola. La transizione del 2026 avviene in condizioni opposte, con un trimestre da record alle spalle e un successore presentato agli investitori con mesi di anticipo.

Chi è John Ternus

Ternus è entrato in Apple nel 2001, nel gruppo che si occupa della progettazione dei prodotti. È diventato vicepresidente dell'ingegneria hardware nel 2013 ed è entrato nel gruppo dirigente nel 2021 con la qualifica di senior vice president. Ha una laurea in ingegneria meccanica alla University of Pennsylvania e, prima di Cupertino, ha lavorato come ingegnere meccanico alla Virtual Research Systems.

Il suo curriculum interno attraversa quasi tutte le categorie di prodotto. Apple gli attribuisce un ruolo diretto nell'introduzione di iPad e AirPods e nello sviluppo di più generazioni di iPhone, Mac e Apple Watch. Più di recente il suo gruppo ha firmato il MacBook Neo, la gamma iPhone dello scorso autunno con iPhone 17, iPhone 17 Pro e iPhone Air, e l'evoluzione degli AirPods in dispositivi capaci di funzionare come apparecchi acustici da banco.

Una parte meno visibile del suo lavoro riguarda i materiali e la durabilità. Apple cita l'introduzione di un composto di alluminio riciclato adottato su più linee di prodotto, l'uso del titanio stampato in tre dimensioni sull'Apple Watch Ultra 3 e una serie di interventi sulla riparabilità che hanno allungato la vita utile di alcuni dispositivi.

Nella dichiarazione diffusa ad aprile, Ternus ha ricordato di aver lavorato sotto Steve Jobs e di aver avuto Cook come mentore. È un dettaglio che pesa nella narrazione interna, perché lo colloca in continuità con entrambe le gestioni precedenti.

I dossier aperti sulla scrivania del nuovo amministratore delegato

Il quadro finanziario che Ternus eredita è quello di un'azienda in forma. Nel trimestre chiuso a giugno 2026 Apple ha registrato 109,4 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 16 per cento su base annua e record per un trimestre di giugno, con un utile netto di 29,8 miliardi. I ricavi da iPhone sono saliti del 22 per cento a 54,3 miliardi, quelli del Mac del 29 per cento a 10,4 miliardi. Il flusso di cassa operativo ha toccato i 34,4 miliardi.

Le indicazioni per il trimestre successivo sono state più tiepide. Apple ha previsto una crescita compresa tra il 9 e l'11 per cento, sotto il 12 per cento che il consenso raccolto da LSEG si aspettava, secondo quanto riportato da CNBC. Cook ha attribuito parte della frenata ai vincoli di fornitura, che hanno limitato la disponibilità di alcuni prodotti anche nel trimestre record.

L'intelligenza artificiale presa in affitto

Il fascicolo più delicato è quello dell'assistente vocale. Il 12 gennaio 2026 Apple e Google hanno annunciato congiuntamente un accordo pluriennale che porta un modello Gemini a fornire l'intelligenza in cloud del nuovo Siri, mentre le operazioni sul dispositivo restano affidate ai modelli sviluppati internamente. Le due aziende non hanno reso pubblici i termini economici. Bloomberg, con la firma di Mark Gurman, ha indicato una cifra intorno al miliardo di dollari l'anno per un modello personalizzato da 1200 miliardi di parametri, una stima che nessuna delle due parti ha confermato né smentito.

La scelta ha un significato che va oltre il conto economico. Per la prima volta una funzione centrale dell'esperienza iPhone poggia su un modello progettato da un concorrente diretto, e il fornitore è la stessa Google che paga Apple da anni per essere il motore di ricerca predefinito su Safari. Nella chiamata sui risultati di luglio Cook ha confermato che il nuovo Siri arriverà agli utenti in autunno, con la situazione europea ancora aperta per iPhone e iPad e la Cina in posizione più arretrata. Chi segue le mosse dei grandi gruppi in questo campo trova una ricostruzione degli accordi di fornitura tra le aziende dell'intelligenza artificiale pubblicata su systemscue.it.

Due precedenti che tornano nel confronto

Il modello di uscita adottato da Cook ha un riferimento recente nel settore. Nel 2021 Jeff Bezos ha lasciato la guida operativa di Amazon ad Andy Jassy diventando presidente esecutivo, una figura che resta nel consiglio senza responsabilità quotidiane. La somiglianza formale è quasi completa.

Il contro esempio più citato riguarda invece Disney. Bob Iger cedette la carica a Bob Chapek nel 2020 restando in azienda come presidente esecutivo, i rapporti tra i due si guastarono e nel novembre 2022 il consiglio richiamò Iger al vertice. È la ragione per cui i passaggi di consegne con il predecessore ancora in casa vengono osservati con attenzione dagli investitori, e per cui la definizione del perimetro del nuovo ruolo conta più delle dichiarazioni di circostanza. Il tema torna spesso nelle analisi sulle successioni ai vertici delle grandi aziende quotate pubblicate su managementcue.it.

Il 9 settembre Ternus salirà sul palco dello Steve Jobs Theater per l'evento che Apple ha intitolato Surprise and shine, annunciato il 26 agosto dal responsabile marketing Greg Joswiak. Sarà la sua prima presentazione da amministratore delegato, otto giorni dopo l'insediamento. Nello stesso giorno in cui lui prende il timone, anche Arthur Levinson cambia ruolo dopo esattamente quindici anni alla presidenza del consiglio, il che rende il 1 settembre 2026 la data in cui Apple sostituisce contemporaneamente le due figure che avevano governato la sua struttura di comando dal 2011.

Domande frequenti

Quando Tim Cook lascia la guida di Apple?

Il passaggio di consegne è effettivo dal 1 settembre 2026. Apple aveva annunciato la decisione il 20 aprile, con un voto unanime del consiglio di amministrazione. Cook ha guidato l'azienda per quindici anni, dall'agosto 2011, ed è rimasto in carica per tutta l'estate per accompagnare il subentro di John Ternus.

Chi è John Ternus, il nuovo amministratore delegato di Apple?

Ternus è entrato in Apple nel 2001 nel gruppo di progettazione dei prodotti, è diventato vicepresidente dell'ingegneria hardware nel 2013 ed è entrato nel gruppo dirigente nel 2021. Ha una laurea in ingegneria meccanica alla University of Pennsylvania e prima di Apple lavorava alla Virtual Research Systems.

Che ruolo avrà Tim Cook in Apple dopo aver lasciato la carica di amministratore delegato?

Cook diventa presidente esecutivo del consiglio di amministrazione. Apple ha spiegato che seguirà alcuni aspetti dell'attività, in particolare i rapporti con i decisori politici nei vari paesi. Ha dichiarato di essere in buona salute e di aspettarsi di restare a lungo in questo ruolo, senza indicare una scadenza.

Quanti amministratori delegati ha avuto Apple prima di Tim Cook?

Prima di Cook si sono succeduti sei amministratori delegati. Michael Scott dal 1977 al 1981, Mike Markkula dal 1981 al 1983, John Sculley dal 1983 al 1993, Michael Spindler dal 1993 al 1996, Gil Amelio dal 1996 al 1997 e Steve Jobs dal 1997 al 2011. Ternus è l'ottavo della serie.

Quali sono i risultati finanziari di Apple negli anni di Tim Cook?

Apple indica una capitalizzazione salita da circa 350 miliardi di dollari a 4000 miliardi e un fatturato annuo passato da 108 miliardi nell'esercizio 2011 a oltre 416 miliardi nell'esercizio 2025. La base installata di dispositivi attivi supera i 2,5 miliardi di unità e i servizi valgono più di 100 miliardi.

Quali problemi eredita John Ternus alla guida di Apple?

Il dossier più pesante riguarda l'intelligenza artificiale. Il nuovo Siri si appoggia a un modello Gemini fornito da Google, il lancio europeo resta senza data certa e la Cina è più indietro. Ternus dovrà anche gestire vincoli di fornitura e una previsione trimestrale sotto le attese del mercato.

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