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Manovra 2027 approvata: ecco le misure fiscali presentate
Manovra 2027 approvata: ecco le misure fiscali presentate
Approvata la legge di bilancio 2027. Irpef al 33% fino a 55.000 euro, forfettario a 100.000 e 100 euro l'anno per ogni neonato.
Il Consiglio dei ministri ha approvato nel pomeriggio del 28 ottobre 2026 il disegno di legge di bilancio per il 2027, insieme al bilancio pluriennale 2027-2029. Le principali misure fiscali sono state presentate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. L'aliquota Irpef del 33% si estende ai redditi fino a 55.000 euro, contro i 50.000 attuali, e la soglia di ricavi per restare nel regime forfettario degli autonomi sale da 85.000 a 100.000 euro.
Secondo fonti di governo riprese dalle agenzie, nel testo entra anche un fondo previdenziale per i nuovi nati, con un versamento dello Stato di 100 euro l'anno dal 2027 fino ai 18 anni. Il decreto bollette, che doveva introdurre un tetto al prezzo del gas, non è stato esaminato ed è rinviato a una prossima seduta. Meloni ha stimato il valore complessivo della manovra in circa 26 miliardi di euro. Alle 17.30 il comunicato del Consiglio dei ministri e il testo del disegno di legge non erano ancora pubblicati, quindi cifre e dettagli restano quelli dichiarati in conferenza stampa e dalle fonti di governo.
Come si calcolano i 500 euro e cosa cambia nel forfettario
Con la legge di bilancio 2026 la seconda aliquota Irpef era già scesa dal 35 al 33%, come aveva indicato il governo presentando il Documento programmatico di bilancio nell'ottobre 2025. Oggi gli scaglioni sono tre. Si paga il 23% fino a 28.000 euro, il 33% tra 28.000 e 50.000 euro e il 43% oltre. La manovra 2027 sposta l'inizio dell'aliquota più alta a 55.000 euro.
L'Irpef è un'imposta a scaglioni, cioè ogni aliquota colpisce solo la parte di reddito che cade dentro la sua fascia. I 5.000 euro compresi tra 50.000 e 55.000 euro passano quindi dal 43 al 33%, dieci punti in meno, e il risparmio massimo arriva a 500 euro l'anno, la cifra indicata da Meloni. Chi dichiara 52.000 euro ne risparmia 200, chi sta sotto i 50.000 non vede alcuna differenza. Il governo non ha detto se per i redditi più alti siano previsti correttivi che riducano il beneficio.
Il forfettario è il regime agevolato per le partite Iva individuali che sostituisce Irpef e addizionali regionali e comunali con un'imposta unica del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni di attività, calcolata sui ricavi abbattuti da un coefficiente di redditività fissato per settore. Secondo Milano Finanza, oltre gli 85.000 euro di ricavi il contribuente dovrebbe però applicare l'Iva. La soglia coincide con il limite massimo che la direttiva Ue 2020/285 consente agli Stati per esentare dall'Iva le piccole imprese. In conferenza stampa questo dettaglio non è stato confermato.
Fondo per i neonati e decreto bollette, cosa manca ancora
Il fondo per i nuovi nati nasce da una proposta del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e riprende un'idea lanciata in estate dal presidente dell'Inps. Su 18 anni di versamenti fanno 1.800 euro di contributo pubblico per ogni bambino, prima di eventuali rendimenti. Il progetto iniziale prevedeva l'apertura di una posizione presso l'Inps alla nascita e la possibilità per genitori e nonni di aggiungere versamenti propri.
In attesa del testo restano aperte alcune questioni pratiche. Non è chiaro se il fondo riguardi solo i nati dal 2027 o anche chi è nato prima, chi lo gestirà, quanto costerà in totale e se la somma potrà essere usata ai 18 anni o resterà vincolata fino alla pensione. Tutte le misure possono poi cambiare durante l'esame parlamentare, che deve chiudersi entro il 31 dicembre perché la legge entri in vigore il primo gennaio 2027.
Il decreto bollette, secondo Il Fatto Quotidiano, è stato riscritto dopo un confronto con la Commissione europea e tornerà in una prossima riunione del governo. Le misure sul prezzo del gas e sulle bollette restano quindi fuori dal pacchetto approvato oggi.