SAP Supply Chain Management: come ottimizzare i flussi logistici con l’ERP
SAP Supply Chain Management e ERP: come integrare dati, scorte e flussi logistici, quali KPI monitorare e come avviare il percorso verso la logistica 4.0.
Una consegna che arriva in ritardo, un magazzino con scorte eccessive o, al contrario, la mancanza improvvisa di un componente possono avere conseguenze che non riguardano soltanto la logistica. Produzione, vendite e servizio al cliente sono strettamente collegati e un problema in un punto della filiera finisce spesso per ripercuotersi sugli altri.
In mercati caratterizzati da domanda variabile e costi difficili da prevedere, gestire fornitori, produzione, magazzino e distribuzione come compartimenti separati diventa quindi un limite. Per intervenire rapidamente occorre prima di tutto sapere che cosa sta accadendo lungo l’intera catena.
Una supply chain integrata parte dai dati
L’ERP assume un ruolo centrale proprio perché consente di mettere in relazione informazioni che arrivano da attività diverse. Un ecosistema di SAP supply chain management permette di collegare la pianificazione della domanda con la gestione del magazzino, la produzione, gli approvvigionamenti e la distribuzione.
L’integrazione può tradursi in vantaggi molto concreti:
maggiore visibilità end-to-end sulla filiera, con informazioni condivise tra le diverse funzioni;
gestione più precisa delle scorte, per limitare sia le eccedenze sia il rischio di stockout e ridurre il capitale immobilizzato;
migliore coordinamento dei flussi, dalla disponibilità delle materie prime fino alla spedizione del prodotto.
Il punto non è quindi raccogliere più dati, ma renderli utilizzabili per prendere decisioni operative in tempi più rapidi.
L’efficienza si misura anche con i KPI
Sapere che un processo è migliorato non basta: occorre poterlo misurare. Il lead time, per esempio, permette di valutare quanto tempo richiede un determinato processo, mentre l’OTIF (On-Time In-Full) indica la capacità di consegnare quanto richiesto, nella quantità prevista e nei tempi concordati.
Anche il turnover di magazzino aiuta a leggere l’efficienza della gestione delle scorte. Valori e tendenze di questi indicatori, osservati insieme, consentono di individuare colli di bottiglia e inefficienze che altrimenti potrebbero emergere soltanto quando hanno già prodotto ritardi o maggiori costi.
Dall’ERP alla logistica 4.0
La disponibilità di dati integrati apre inoltre la strada al dialogo tra ERP e tecnologie utilizzate negli ambienti produttivi e logistici. IoT, automazione e strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono così contribuire a rendere la gestione più reattiva.
Tra le applicazioni possibili rientrano:
la tracciabilità dei materiali lungo le diverse fasi della filiera;
la manutenzione predittiva e l’automazione dei magazzini collegate ai dati gestiti dal sistema;
la pianificazione predittiva della domanda, utile per adeguare con maggiore tempestività approvvigionamenti e produzione.
La tecnologia, però, produce risultati solo quando viene inserita in processi coerenti con le reali esigenze dell’impresa.
Dalla tecnologia ai processi aziendali
Non esiste infatti una configurazione della supply chain valida allo stesso modo per ogni organizzazione. Settore, rete dei fornitori, struttura produttiva e canali distributivi cambiano da un’impresa all’altra. Prima di digitalizzare un processo è quindi necessario capire dove si trovino inefficienze, passaggi ridondanti e margini di standardizzazione.
Derga Consulting affianca le aziende in questo percorso, dalla mappatura dei flussi alla definizione delle soluzioni SAP più adatte alle specifiche esigenze operative, fino alla progressiva digitalizzazione della logistica.
Una supply chain più visibile e coordinata permette così di guardare alla logistica non soltanto come a un costo da contenere, ma come a una componente che incide sulla capacità dell’azienda di rispettare i livelli di servizio e reagire ai cambiamenti della domanda.